QUESITI TECNICI/LEGALI

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QUESITO: Dovendo esportare insegne luminose da interno in diversi Paesi nel mondo, quali sono le certificazioni da produrre?

 

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RISPOSTA DEL NOSTRO CONSULENTE TECNICO, L'ING. MASSIMO PEIRONE:

 

Per la commercializzazione di apparecchi di insegna luminosa per interni, il primo punto, a mio parere essenziale, è la classificazione del prodotto: dal punto di vista normativo internazionale, per gli aspetti di sicurezza e quindi commerciabilità degli apparecchi, la classificazione, almeno per quanto a mia conoscenza e riferito ai maggiori paesi, è "apparecchio di illuminazione" e più in generale "apparecchio elettrico". 

 

Ne consegue che, a livello dell'Unione Europea, non sorgano problematiche diverse da quanto già in essere per la commercializzazione all'interno dell'Italia. 

 

Per quanto riguarda il resto del mondo, ogni paese ha una potenziale propria normazione più o meno articolata e complessa, ancorché i riferimenti tecnici siano spesso legati ad IEC (International Electrotechnical Commission). Alle valutazioni tecniche correlate alla sicurezza ed al corretto funzionamento si sommano le prescrizioni "doganali", paese per paese. 

 

Negli Stati Uniti, per esempio, pur non essendo formalmente richiesta alcuna marcatura per l'importazione, se il prodotto è testato da UL (Underwriters Laboratories), la distribuzione è tendenzialmente libera, ricordando l'esigenza di rispettare le norme federali, statali e/o locali (contee e/o città) statunitensi. 

 

Ad oggi, a livello federale, le normative OSHA (Occupational Safety and Health Administration) e NEC (National Electric Code) richiedono l'approvazione di tutti i dispositivi elettrici e quindi anche degli apparecchi di illuminazione da parte di uno dei laboratori NRTL (National Recognized Testing Laboratories). Per questa ragione il riferimento ad UL è quello prioritario in quanto risulta essere l'agenzia maggiormente riconosciuta a livello NRTL, senza l'approvazione non è consentita l'installazione quasi ovunque. 

In Canada il riferimento è analogo con CSA (Canadian Standard Association). 

 

In questi paesi, sottolineo, le leggi variano da luogo di utilizzo a luogo di utilizzo, contrariamente a quanto accade in Europa dove le disposizioni seguono direttive comunitarie che si equivalgono su tutto il territorio. 

 

Altri paesi altre indicazioni comportamentali: in Giappone obbligo di certificazione o autocertificazione, per gli apparecchi elencati nella legge Denan con il marchio PSE secondo standard di sicurezza JIS o IEC. A livello nazionale esistono, per le certificazioni negli stati esteri, quando richieste, enti di controllo o certificazione quali IMQ, TUV Sud, UL, ecc. 

 

Anziché una risposta, dunque, una prima domanda: quali apparecchi si intendono commercializzare ed in quali parti del mondo? Ed un consiglio, completata la costruzione in conformità alle norme tecniche (primo passo), redatti i manuali di installazione, uso e manutenzione nella lingua del paese di destinazione (secondo passo), prodotto il fascicolo tecnico dell'apparecchio, a disposizione per qualunque controllo e verifica (terzo passo), per la sicura commercializzazione di grandi numeri puntare sempre ad un organismo di controllo o di certificazione, anche quando non obbligatorio, al fine di avere la certezza di non correre in prima persona dei rischi soprattutto dal punto di vista della sicurezza, pur, ovviamente, non trascurando la commerciabilità del prodotto. 

Se il prodotto sarà commercializzato in paesi extraeuropei, è bene conservare la documentazione contabile che attesti la cessione del bene ad azienda con sede in Europa per almeno 10 anni dalla produzione e commercializzazione dell'ultimo prodotto da voi realizzato con identiche caratteristiche, ovvero riferito alla medesima certificazione. 

 

Preciso, inoltre, che il prodotto posto in vendita deve rispondere alle norme tecniche applicabili (e la verifica la fanno le prove di laboratorio), deve esistere il manuale di installazione, uso e manutenzione nella lingua del paese di destinazione (quello del cliente che acquista) e deve venire prodotto e conservato in azienda il fascicolo tecnico dell'apparecchio, a disposizione per qualunque controllo e verifica. 

 

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